mercoledì 21 agosto 2013

0. Introduzione alla lettura . . . Io, me stesso, Aprile; tutto ciò è solo pazzia e la penna è finita . . .


(TUTTO DI UN FIATO)

In questa Notte di pioggia mi ritrovo come tante altre volte qui, in questa stanza, più solo che mai.
Le sento, sono la fuori . . . cadono incessantemente sulla terra, sull’asfalto, sui tetti; goccia dopo goccia, la pioggia (entità universale, parola unica che definisce nell’insieme la vita istantanea di milioni, minuscole lacrime celesti) bagna tutto, sottile e discreta si posa in questa buia notte primaverile su ogni cosa, mettendo a tacere tutto il resto.
“Aprile, dolce dormire . . .” nulla di più giusto; Aprile, mese dannato, mese di transizione, periodo lento e incessante dell’anno come la pioggia che ne bagna in continuazione le giornate.
11/04/05
Inizia così l’oggi, chissà . . .
Oggi potrebbe essere il grande giorno di una riscossa, il giorno che cambierà la mia vita per sempre. . .
Non lo saprò mai, non saprò mai nulla di ciò che accadrà domani, di ciò che accadrà tra un’ora, tra un attimo; non saprò mai quale vestito mi metterò tra una settimana, se respirerò ancora tra un secondo o se eventualmente dormirò , seppellendo tutto in con una successione di sogni.
Il mondo in Aprile appare così: addormentato, quasi immobile, coperto da una sottile patina di pioggia.
Eppure a Marzo ci eravamo detti:
“Che bello . . . è Primavera! ! !”
Ingenui, sciocchi, l’Inverno non finisce mai; l’uomo avrà sempre freddo (per uomo si intende quell’entità universale, parola singolare che definisce allo stesso tempo la vita istantanea di miliardi di persone).
Tutto qui . . . in questa stanza . . .
Mi ritrovo ancora da solo con i miei pensieri, da solo con milioni di attività celebrali. . . sembra così inutile tutto ciò . . .
Io e le mie cellule nervose, parliamo, parliamo . . . e poi alla fine mi ritrovo sempre qui con una beffarda penna nera che ovunque appoggi la mano sulle righe già scritte, lascia un alone, una scia che rende illeggibile ogni parola.
Però oggi si sta comportando abbastanza bene, la penna, forse perché ha pure lei ha acquisito un minimo di attività celebrale; a forza di scrivere tutto ciò che un imbecille ti costringe a imprimere sulla carta, alla fine inizi a ragionare come chi ti detta le stupidaggini.
Ora che ci penso sto imponendo a questa penna di scrivere da mesi e non mi sono minimamente posto il problema di sapere se questa vuole effettivamente scrivere per me.
E’ la decima volta che ascolto questa canzone . . . “My Plug in Baby”
Sai. . . quella canzone dei Muse che fa più o meno. . . “My Plug in Baby! ! !”



Ora tu mi dirai . . . grazie al cavolo che fa così! . . .
Ma con chi sto parlando! ! ? sono quasi del tutto impazzito . . . a chi scrivo se so che nessuno leggerà tutto ciò?
A volte si scrive solo per se stessi . . . bho! Forse sto dialogando seriamente con le mie cellule celebrali per non sentirmi troppo solo.
Allora non riesco a capire perché mi affanno tanto a scrivere per me stesso pensando che forse un giorno ritrovando questo pezzo di carta leggerò tutto sorridendo per tutte le minchiate che dico . . . dico?
Ricordo i “ bei tempi andati” in felicità e leggerezza . . . fu realmente così? Oppure la vita si vendeva a caro prezzo anche allora quando non si pensava mai a tutto ciò?
E’ la cultura che lascia l’uomo solo ad interrogarsi sul perché di tutto?
E’ forse la letteratura che ci fa sentire tanto soli?
Adesso però . . .
scusate tutti ! ! ! ! ! ! ( come se qualcuno sentisse questo urlo disperato se aggiungessi un punto esclamativo in più . . . )
cosa sto facendo allora?
Non è possibile che tutto ciò sia solo una perdita di tempo, che tutto ciò che scrivo sia solo un modo per accentuare la mia solitudine e il mio sonno . . . troverò mai una risposta a tutto ciò?
Forse si . . .
Forse no . . .
Comunque leggete, non ci fate mai sentire soli . . .
Sono arrivato . . . la penna è finita. . .


N.B. breve sarà la nota per far notare l’importanza dei tre puntini . . . in realtà questo scritto potrebbe essere intitolato “. . .” per quanti ne ho inseriti tra un periodo e l’altro.
Ogni . . . ha la sua pausa, la sua potenza, il suo silenzio, la sua vita. RICORDATE . . .
Buona lettura
21 Agosto 2013

Paoletto

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